LA DOMINAZIONE TECNOLOGICA

Si assapora una certa tensione tra Stati Uniti e Cina, dovuta al contendersi dell’egemonia tecnologica. La mossa del partito comunista sarà quella di arginare le mosse statunitensi e rendersi maggiormente autonomi nelle importazioni. L’idea è quella di tagliare il cordone ombelicale dall’Occidente per la fornitura di chip dei computer. Il Presidente Xi Jinping vuole partire puntando sulle tecnologie emergenti, dai veicoli a idrogeno alle biotecnologie.  Un piano quinquennale, volto quindi a sostituire i principali fornitori statunitensi

Attraverso il coinvolgimento di grandi Colossi, la Cina mira a competere con le grandi potenze Intel Corp. e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.

Dai portavoce del Partito come il Quotidiano del Popolo e i think-tank statali giungono indiscrezioni sulla tabella di marcia prevista.

Pare infatti che per i prossimi cinque anni la Cina dovrà ripiegare su semiconduttori obsoleti, da utilizzare per le auto elettriche e le applicazioni militari. D’altro canto però questo darà tempo alla Cina di concentrarsi nella programmazione di microchip di nuova generazione per la realizzazione di smartphone avanzati e dispositivi simili con microchip di nuova generazione!

La battaglia in corso c.d. delle “tecno-autocrazie” spinge Biden ad estendere le liste nere che hanno vietato le transazioni chiave con società da Huawei Technologies Co. a ByteDance Ltd. e Tencent Holdings Ltd.

Certo è che questa battaglia è a discapito di entrambi, sia per chi esporta 300 miliardi di dollari di chip l’anno ma soprattutto per chi rischia di affidarsi a fornitori potenzialmente ostili nel settore dei componenti dell’intelligenza artificiale, alla rete di sesta generazione e ai veicoli a guida autonoma.

Ci vorranno anni affinché le aziende locali cinesi possano eguagliare le controparti straniere nella produzione e nell’esperienza di progettazione, durante i quali non c’è una risposta pronta al dominio delle società giapponesi e americani nelle attrezzature per la produzione di chip. Wang ha dichiarato che la Cina aumenterà il sostegno fiscale per la ricerca scientifica e incoraggerà le aziende leader ad unirsi ai programmi nazionali. Questo dovrebbe stimolare l’afflusso molto più grande di capitale privato necessario per ottenere nuove importanti scoperte tecnologiche.

E’ interessante a questo proposito la stima di Mario Morales, analista di IDC. Lo stesso stima che le aziende cinesi forniranno ancora solo il 35% della domanda interna entro la fine di questo decennio.

Dall’altra parte gli Stati Uniti come si stanno muovendo?

Washington ha segnalato che intende andare avanti con una regola proposta dall’amministrazione Trump per rendere sicura la catena di approvvigionamento tecnologico il mese prossimo, una mossa che dà al Dipartimento del Commercio un’ampia autorità per vietare le transazioni che coinvolgono “avversari stranieri” come la Cina. La Commissione di sicurezza nazionale sull’intelligenza artificiale, guidata dall’ex presidente di Google Eric Schmidt, ha raccomandato a Biden e al Congresso che: “Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero utilizzare controlli mirati sulle esportazioni di apparecchiature di produzione di semiconduttori di fascia alta … per proteggere i vantaggi tecnici esistenti e rallentare l’avanzamento dell’industria cinese dei semiconduttori”.


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